Le riflessioni di Franco Polimeni 2010
LE RIFLESSIONI DI FRANCO POLIMENI…
Quella di lunedì post finale è stata per me e, credo, per molti di noi, una giornata lavorativa massacrante, durante la quale non ho avuto il tempo di pensare a quanto successo a Napoli ma, la sera, l'amarezza e la delusione per il risultato di un torneo disputato da noi più che egregiamente anzi, direi, con superiorità, hanno ripreso a vagare nella mia mente e mi hanno portato delle riflessioni che voglio condividere con chi la pensa come me.
Appartengo (uso questo verbo non a caso...) a questo gruppo dal 1992, quando, con altri due colleghi, sono stato "provinato" e subito inserito tra le fila di questa squadra ma, nonostante il mio entusiasmo, sono stato costretto a fermarmi per due mesi, essendomi lussato la clavicola, ed a rinunciare al mondiale vinto dalla nostra squadra. Ho partecipato, qualche anno dopo, ad un altro mondiale a Jesolo, durante il quale ho fatto prevalentemente panchina, ingoiando amaro perché, ancora giovane, mi sentivo più in forma di qualche altro collega, ma in silenzio, felice comunque di far parte di una squadra e nel più profondo rispetto dei miei compagni e dell'allenatore. Ho continuato, tra alti e bassi, a giocare con la mia squadra perchè appassionato del gioco in sè ma sopratutto perchè l'appartenere alla squadra mi dava un senso di completezza che tuttora non riesco a spiegare.
Sentivo e sento ancora oggi LA SQUADRA un organismo vivente che riesce a modulare ed a accentuare, alternativamente e continuamente, le caratteristiche dei suoi componenti organici, i giocatori; ho assistito, nella mia lunga appartenenza, a tutte le variazioni che i rapporti interpersonali ti si possono porre davanti nel corso di una vita perchè, all'interno di un gruppo, i protagonisti mostrano, nella comunanza dello sport, sia la parte migliore sia quella peggiore di sè stessi, nessuna delle due opinabile perchè entrambe parte della realtà più profonda dell'essere umano che all'interno della squadra, non più bloccato dalle pastoie sociali o professionali, è libero di esprimere sè stesso. In questo organismo sono confluiti tanti colleghi dei quali, con affetto, anche di quelli che non sono più con noi, si ricordano aneddoti o prodezze che mi e ci fanno capire quanto sia importante la memoria storica di questa gloriosa squadra.
Probabilmente sarò un poco retorico e romantico ma io mi sento legato a tutti i componenti della squadra sia attuali che passati, anche a quelli che non ho conosciuto che, però, sento vicini perché parte comunque dello stesso gruppo. A pensarci bene è strano che io mi senta legato ad un Peppe, un Arturo o un Ciccio.., tanto per fare dei nomi, persone con cui ci si vede solo in occasione della partita o del campionato e poi ognuno ritorna alla propria vita ed alle proprie amicizie, ma io sono veramente legato ad Arturo, Peppe … come a tutti gli altri, anche se è naturale che fra qualcuno di noi il legame possa essere diventato più profondo per la comunanza di interessi o affinità o altro. E’ chiaro che esiste comunque un legame fra tutti noi che ci fa condividere rispetto e lealtà, amicizia e voglia di “sfottersi”. Di fronte, però, alle reazioni inconsulte dovute ad una sostituzione, oltretutto già verificatesi in altre occasioni, mi chiedo quale forma di rispetto e di lealtà noi anziani siamo riusciti ad inculcare nei "giovani" e come sia possibile che io, alla mia età, probabilmente migliore, calcisticamente parlando, di qualcun'altro, rimanga in panchina a tifare e incoraggiare, fino a perdere la voce, chi sta giocando, e debba assistere a certi atteggiamenti irrispettosi ed infantili nei confronti del mister e degli altri compagni che fanno parte della squadra.
Sono grato, come credo lo siano tutti quanti, a Pino Naim per l’impegno, la dedizione e la passione con cui si è dedicato in questi lunghi anni alla squadra che, sicuramente, vive grazie a lui ma mi auguro che questa bella realtà possa continuare ad esistere e mietere successi anche a prescindere dal suo impegno perché tutti insieme, giovani ed anziani, saremo riusciti a sentirci GRUPPO. Grazie.
Franco Polimeni
Mi fà molto piacere pubblicare sul sito queste righe di Franco Polimeni che ringrazio per quanto ha scritto ma, soprattutto, per avere voluto esprimere a cuore aperto le sue riflessioni. Spero che altri, dopo Franco, vogliano prendere l'iniziativa ed approfittare di questa tribuna per esprimere le loro idee, le loro impressioni o anche semplicemente qualche sensazione. Ogni esternazione è gradita e, soprattutto, può servire a realizzare una coscienza di gruppo al servizio del nostro meraviglioso club. Grazie.
Pino Naim
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Organigramma
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Fondatori
dr. Giuseppe Naim ![]()
![]() dr. Rosario Cassone Presidente ![]() dr. Giuseppe Naim Vice Presidente ![]() dr. Giuseppe Meliadò Segretario ![]() dr. Giuseppe Romeo Allenatore ![]() sig. Nuccio D'Agostino |

Campione
del Mondo
Jesolo (VE) 1992
Campione d'Europa
Salerno 1995

Campione d'Italia
Pistoia 1999
Copanello (CZ) 2000
Licata (AG) 2009

Coppa Italia
Lugano 2007
Cosenza 2009

Parkinson Cup
Verbania 2006
Reggio Calabria 2007
Reggio Calabria 2008
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