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Lettera per Luigi Romanò

Dott_Giuseppe_Naim_Presidente     IN RICORDO DI LUIGI ROMANO'

Lettera inviata al Presidente Sezione UISP di Reggio Calabria Peppe Marra, e pubblicata anche sul sito UISP, per la tragica scomparsa dell'arbitro Luigi Romanò

 

Caro Peppe,

con la presente voglio esprimere a te e alla sezione UISP di Reggio Calabria, a titolo personale ed a nome di tutti i giocatori e staff dirigenziale dell’A.S. Medici Reggio Calabria che ho l’onore di presiedere, i sentimenti più sinceri di cordoglio e di profondo dolore per l’improvvisa e tragica scomparsa di Luigi Romanò, un tuo anzi, consentimi, un  “nostro” arbitro.

Dico “nostro” perché il Torneo Interprofessionale che noi disputiamo sotto l’egida dell’UISP è un bellissimo carrozzone che ci vede tutti coinvolti, squadre, giocatori, dirigenti, arbitri e tutti malati di calcio, un carrozzone che ci unisce e talvolta, in campo, ci divide fino a farci anche litigare per un episodio contestato, per un fuorigioco, una punizione dubbia, un rigore concesso magnanimamente o non visto o semplicemente valutato in modo diverso.

Eppure, ogni episodio conteso è comunque un’espressione vitale, un’emozione, una scarica adrenalinica e quindi un anelito di vita, quella vita che ora, in Luigi, non c’è più. Lui, sempre così sereno, sorridente e disponibile con tutti noi in campo, non c’è più e per tutti noi è una perdita enorme.

Voglio ricordare un episodio che a questo punto costituisce l’ultimo mio contatto con lui in questa vita. Partita a Bocale del 9 gennaio contro i Giornalisti, vinciamo 2-1 e, nel finale, Luigi ci nega un rigore che avrebbe chiuso la partita. Ricordo, ed a questo punto lo ricorderò per sempre, il suo sorriso e le sue parole pacate nel replicare alle mie proteste ed alla richiesta di una spiegazione per la sua decisione, parole e serenità che mi hanno fatto rispondere con un sorriso ed una pacca sulla spalla facendomi riflettere sul fatto, troppo spesso da tutti noi dimenticato, che il calcio è solo un gioco e si può sbagliare ma tutto finisce lì perché i problemi della vita sono altri.

Ecco, se in questo mondo arido di sentimenti e ricco di egoismo in cui tutti corriamo, ogni tanto ci fermassimo un attimo a riflettere pensando proprio a questo e cioè che i veri problemi sono altri e che bisogna essere appagati solo perché si vive e si può godere di tutto quello che la vita ci offre, allora sapremmo essere felici. Ma noi vogliamo di più, sempre di più e non riusciamo o non vogliamo accontentarci.

Chissà come vorrebbe ora Luigi continuare a vedere la luce del sole, gli basterebbe solo aprire gli occhi e respirare e ne sarebbe felice.

Meditiamo tutti e ricordiamolo sempre come un esempio di vita condotta con grande semplicità e sempre nel rispetto degli altri.

Addio caro Luigi!

                                                                                                                                      Pino Naim

Coppa Italia Napoli 2010

Logo-Coppa-ItaliaL’A.S. MEDICI REGGIO CALABRIALogo_Coppa_Italia_Napoli
GRANDE MA SFORTUNATA
NELLA COPPA ITALIA A NAPOLI

 

  Nella 7^ edizione della Coppa Italia la squadra sbaraglia la concorrenza
e, nella finale, cede solo ai rigori alla fortissima compagine di Milano

   

Rosa_Coppa_NA_2010

 La rosa completa che ha disputato la Coppa Italia a Napoli

  In piedi (da sx): Cerbino - il mister D'Agostino - Naim - Lapa - Romeo G. - Romeo M.
Galletta - Melito - Mauro - Malara - Crocè - Laganà D.
Accosciati: Praticò - Ditto - Ielo - Lamberti - Polimeni - Brancati
Flesca - Mordà - Meliadò 

 

Dopo la fantastica doppietta dell’anno scorso (titolo tricolore a Licata e Coppa Italia a Cosenza) ci è mancato davvero poco perchè l’A.S. Medici Reggio Calabria si riconfermasse quest’anno regina di Coppa a Napoli dove, dal 10 al 12 dicembre scorso, si è disputata la 7^ edizione della Coppa Italia “Gabriele Villa”. La nostra squadra, testa di serie dopo la vittoria del 2009, ha sbaragliato la concorrenza nella fase preliminare con tre vittorie su tre, 8 reti realizzate e nessuna subita, a dimostrazione di una superiorità schiacciante e, nella finalissima di domenica 12 dicembre, disputata sul terreno di gioco del Kennedy B di Napoli, ha incontrato la squadra dei Medici di Milano, Campione d’Italia in carica. Finale degnissima tra le due squadre più forti in assoluto del panorama nazionale di categoria ma qui la fortuna sorride ai brianzoli che, alla lotteria dei calci di rigore, hanno la meglio sulla nostra squadra: rimane comunque un bellissimo secondo posto e la quarta finale in sette edizioni della Coppa a dimostrazione della grandissima competitività e della continuità della squadra dei medici reggini ad altissimi livelli.

Romeo_Peppe_-_esordio_8.05.2004phoca_thumb_l_Mauro Sigismondo (15.09.2007 - X)Nei gironi preliminari la squadra reggina ha, subito all’esordio, lo scoglio più duro e cioè il derby contro i cugini di Melito P.S. ma la partita è senza storia e la squadra schianta la squadra ionica con un perentorio 3-0 che non ammette repliche tale è stata la superiorità in campo: sblocca la partita Peppe Romeo, al termine di un devastante contropiede, verso la fine del primo tempo e, nella ripresa, una bella doppietta di Sigismondo Mauro, decisamente ispirato ed in grande forma, chiude definitivamente la gara.

Ielo_Peppe_-_esordio_8.10.2005phoca_thumb_l_Lapa Ciccio (17.03.2001 - X)Superato l’ostacolo più temuto la squadra reggina acquisisce ulteriore sicurezza e vince nettamente le due successive partite: prima ancora un 3-0 contro i colleghi di Roma, con rete a metà primo tempo di Peppe Ielo, esordiente in Coppa, e con altre due reti nel secondo tempo, rispettivamente di Ciccio Lapa, con una bellissima punizione dal limite che si è infilata proprio sotto l’incrocio dei pali, e di Davide Laganà, autore di una pregevole conclusione a giro su azione micidiale di contropiede; quindi un 2-0 contro la squadra di Taranto, con due reti già Lagan_Davide_-_esordio_11.11.2006nella prima parte della gara, rispettivamente di Peppe Romeo e di Massimo Romeo, che phoca_thumb_l_Romeo Massimo (15.10.2005 - X)hanno chiuso il sipario sulla partita ed hanno spinto trionfalmente la squadra alla finalissima contro la temutissima compagine di Milano che, nell’altro girone preliminare, si è imposta anch’essa nettamente destando una grandissima impressione all’esordio (pesantissimo 5-0 alla squadra di casa di Napoli, una delle favorite alla vigilia), pareggiando per 1-1 contro Cosenza e battendo per 2-0 Palermo nell’ultima sfida del girone.

Formazione_Finale_NA_2010La finalissima, molto attesa, si gioca domenica mattina alle ore 12. Nel primo tempo parte meglio Milano che è più pericoloso in attacco mentre la squadra reggina tiene bene il campo ma non punge e così, intorno al 15° minuto, la squadra brianzola passa improvvisamente in vantaggio grazie alla percussione in attacco del suo fluidificante di fascia destra che, favorito da una serie di errori della difesa calabrese, arriva a pochi passi da Brunello Malara battendolo inesorabilmente per l’1-0; pochi minuti dopo ecco la sfortuna in agguato con l’infortunio di Sigi Mauro che, in uno scatto, mette male il piede provocandosi una grave distorsione alla caviglia ed è costretto ad uscire: una perdita grave nell’economia della squadra che si rileverà probabilmente determinante per il risultato finale. Nella ripresa, seppur ancora storditi per la sfortuna del Finale_Cerimoniale_NA_2010primo tempo, i medici reggini prendono possesso del centrocampo e schiacciano per lunghi tratti Milano nella sua metà campo e raggiungono meritatamente il pareggio con Ciccio Lapa che, con un calcio di punizione decentrato che ha ricordato la rete della finale del Campionato Italiano di Licata del 2009, batte inesorabilmente il portiere avversario e fissa così il punteggio sull’1-1 che sarà il risultato finale. Negli ultimi quindici minuti la squadra reggina attacca ma, pur con l’avversario in calo fisico, non riesce a rendersi particolarmente pericolosa in attacco. I tempi supplementari sono quasi una formalità con Milano prudente in attesa dei rigori e Reggio Calabria che prova ad attaccare ma senza esito, soprattutto dopo l’infortunio di Ciccio Lapa che è costretto ad uscire proprio nel momento cruciale della partita: altro episodio sfortunato che, insieme all’incidente di Mauro, hanno molto probabilmente impedito alla squadra di chiudere la finalissima nei tempi regolamentari e di evitare così la maledetta lotteria dei calci di rigore. Finisce così sul risultato di 1-1 e con i complimenti reciproci tra le due squadre, entrambe grandi ed entrambe meritevoli di alzare la Coppa Italia. Purtroppo l’ex aequo non è possibile e dunque si battono i calci di rigore: infallibili i primi quattro rigoristi milanesi mentre, dei reggini, vanno a segno Danilo Galletta e Michele Brancati mentre si fanno parare il tiro, purtroppo, Brancati_Michele_-_esordio_13.12.2008Galletta_Danilo_-_esordio_14.06.2003Davide Laganà e Gianluca Melito: fà festa Milano mentre per la squadra reggina tanta amarezza e delusione ma la certezza di essere grandi e di avere tenuto testa, senza perdere, ad un’altra grandissima squadra, in una finale peraltro correttissima nonostante l’altissima posta in palio. Complimenti a tutte e due le squadre!

 

Ecco la formazione schierata da Nuccio D’Agostino nella finale (3-4-1-2):

Malara; Galletta, Mordà, Praticò (Brancati); Lamberti, Melito, Flesca, Laganà Davide; Lapa (Romeo Massimo); Romeo Peppe, Mauro (Ditto).

In panchina: Cerbino, Polimeni, Crocè, Meliadò, Naim, Ielo

 

Premiazione1_NA_2010Subito dopo la finalissima si è svolta la cerimonia di premiazione condotta da Marino Catani, Presidente della squadra di Napoli e del Comitato Organizzatore: tanti complimenti e grandi applausi, meritatissimi, per entrambe le finaliste, immortalate insieme in una foto ricordo, bellissimo scambio di complimenti tra le due squadre protagoniste di una memorabile e correttissima partita e quindi le coppe, alzate al cielo dai due capitani, prima da Danilo Galletta, per Reggio Calabria, e poi da Antonio Pallino tra l’entusiasmo dei dirigenti e di tutti i giocatori della squadra di Milano. Pino Naim, al termine della cerimonia, ha preso la parola ed ha voluto ricordare Gabriele Villa, alla cui memoria è intitolata la Coppa Italia, sottolineando che proprio il ricordo dell’indimenticabile collega brianzolo, con l’infinita tragedia che ha travolto la sua famiglia e che, per un destino crudele, sembra non avere mai fine, dà un significato importante a questa manifestazione calcistica e deve sempre Premiazione2_NA_2010fare riflettere tutti quelli come noi, che siamo tanto fortunati eppure spesso ci lamentiamo per banali problemi quotidiani, su quelli che sono e devono essere i veri valori della vita. Ha concluso Alberto Penati, Presidente del club brianzolo, ribadendo e condividendo appieno i concetti espressi da Pino Naim e tracciando, infine, un commovente profilo del compianto Gabriele Villa sottolineandone le qualità, certo non eccelse come giocatore ma sicuramente notevoli dal punto di vista umano.

Lettera Crocè per 500^ partita

Lettera aperta di Franco Crocè
in occasione della sua 500^ partita


Croc_Franco_-_esordio_19.04.1984
dalla partita n° 1 (19.04.1984) .....Croc_Franco

..... alla partita n° 500 (20.01.2011)

 

 

 

Finalmente!

Sono arrivato a disputare 500 partite con la gloriosa maglia dell’A. S. Medici Reggio Calabria e, per me, questo traguardo è una grande soddisfazione e motivo di orgoglio.

Sinceramente tre anni fà non avrei mai pensato di riuscire a raggiungere questo risultato per i motivi che tutti voi conoscete ma, con l’aiuto di tutti coloro che mi vogliono bene, sono finalmente arrivato a questa meta entrando così a far parte di quel ristretto gruppo di persone che hanno fatto, e continueranno a fare, la storia di questa squadra e, mi riferisco, al grande Presidente Pino Naim, a Giovanni  Cassone, all’indimenticabile Nino Lo Presti, a Pasquale De Stefano e al nostro amato allenatore Nuccio D’Agostino.

Dopo una numerosa serie di eventi della mia vita a dir poco problematici finalmente, giovedì 20 gennaio, ho ritrovato il piacere di giocare una partita di calcio fortunatamente proprio il giorno in cui ho raggiunto 500 partite.

Una partita di calcio per come la intendo io, cioè fatta di sacrificio, spirito di squadra, senso di appartenenza, principi che fanno parte del DNA di questa squadra ma che, ultimamente, capita spesso che vengano a mancare.

Bene, quando si esce dal campo, anche se non si vince, la certezza di aver dato tutto non può che rendere soddisfatti perché, finalmente, quei principi che ritengo fondamentali per la squadra sono stati messi in campo da tutti e mi auguro che, per il futuro, sia sempre così.

Grazie ed un abbraccio a tutti.

 

                                                                                                                                   Franco Crocè

Le riflessioni di Franco Polimeni 2010

Dott_Francesco_Polimeni_Consigliere    LE RIFLESSIONI DI FRANCO POLIMENI…

 

Quella di lunedì post finale è stata per me e, credo, per molti di noi, una giornata lavorativa massacrante, durante la quale non ho avuto il tempo di pensare a quanto successo a Napoli ma, la sera, l'amarezza e la delusione  per il risultato di un torneo disputato da noi più che egregiamente anzi, direi, con superiorità, hanno ripreso a vagare nella mia mente e mi hanno portato delle riflessioni che voglio condividere con chi la pensa come me.

Appartengo (uso questo verbo non a caso...) a questo gruppo dal 1992, quando, con altri due colleghi, sono stato "provinato" e subito inserito tra le fila di questa  squadra ma, nonostante il mio entusiasmo, sono stato costretto a fermarmi per due mesi, essendomi lussato la clavicola, ed a rinunciare al mondiale vinto dalla nostra squadra. Ho partecipato, qualche anno dopo, ad un altro mondiale a Jesolo, durante il quale ho fatto prevalentemente panchina, ingoiando amaro perché, ancora giovane, mi sentivo più in forma di qualche altro collega, ma in silenzio, felice comunque di far parte di una squadra e nel più profondo rispetto dei miei compagni e dell'allenatore. Ho continuato, tra alti e bassi, a giocare con la mia squadra perchè appassionato del gioco in sè ma sopratutto perchè  l'appartenere alla squadra mi dava un senso di completezza che tuttora non riesco a spiegare.

Sentivo e sento ancora oggi LA SQUADRA un organismo vivente che riesce a modulare ed a accentuare, alternativamente  e continuamente, le caratteristiche dei suoi componenti organici, i giocatori; ho assistito, nella mia lunga appartenenza, a tutte le variazioni che i rapporti interpersonali ti si possono porre davanti nel corso di una vita perchè, all'interno di un gruppo, i protagonisti mostrano, nella comunanza dello sport, sia la parte migliore sia quella peggiore di sè stessi, nessuna delle due opinabile perchè  entrambe parte della realtà più profonda dell'essere umano che all'interno della squadra, non più bloccato dalle pastoie sociali o professionali, è libero di esprimere sè stesso. In questo organismo sono confluiti tanti colleghi  dei quali, con affetto, anche di quelli che non sono più con noi, si ricordano aneddoti o prodezze che mi e ci fanno capire quanto sia importante la memoria storica di questa gloriosa squadra.

Probabilmente sarò un poco retorico e romantico ma io mi sento legato a tutti i componenti della squadra sia attuali che passati, anche a quelli che non ho conosciuto che, però, sento vicini perché parte comunque dello stesso gruppo. A pensarci bene è strano che io mi senta legato ad un Peppe, un Arturo o un Ciccio.., tanto per fare dei nomi,  persone con cui ci si vede solo in occasione della partita o del campionato e poi ognuno ritorna alla propria vita ed alle proprie amicizie, ma io sono veramente legato ad Arturo, Peppe … come a tutti gli altri, anche se è naturale che fra qualcuno di noi il legame possa essere diventato più profondo per la comunanza di interessi o affinità o altro. E’ chiaro che esiste comunque un legame fra tutti noi che ci fa condividere rispetto e lealtà, amicizia e voglia di “sfottersi”. Di fronte, però, alle reazioni inconsulte dovute ad una sostituzione, oltretutto già verificatesi in altre occasioni, mi chiedo quale forma di rispetto e di lealtà noi anziani siamo riusciti ad inculcare nei "giovani" e come sia possibile che io, alla mia età, probabilmente migliore, calcisticamente parlando, di qualcun'altro, rimanga in panchina a tifare e incoraggiare, fino a perdere la voce, chi sta giocando, e debba assistere a certi atteggiamenti irrispettosi ed infantili nei confronti del mister e degli altri compagni che fanno parte della squadra.

Sono grato, come credo lo siano tutti quanti, a Pino Naim per l’impegno, la dedizione e la passione con cui si è dedicato in questi lunghi anni alla squadra che, sicuramente, vive grazie a lui ma mi auguro che questa bella realtà possa continuare ad esistere e mietere successi anche a prescindere dal suo impegno perché tutti insieme, giovani ed anziani, saremo riusciti a sentirci GRUPPO. Grazie.
 

                                                                                                                           Franco Polimeni

 

Mi fà molto piacere pubblicare sul sito queste righe di Franco Polimeni che ringrazio per quanto ha scritto ma, soprattutto, per avere voluto esprimere a cuore aperto le sue riflessioni. Spero che altri, dopo Franco, vogliano prendere l'iniziativa ed approfittare di questa tribuna per esprimere le loro idee, le loro impressioni o anche semplicemente qualche sensazione. Ogni esternazione è gradita e, soprattutto, può servire a realizzare una coscienza di gruppo al servizio del nostro meraviglioso club. Grazie.

                                                                                                                              Pino Naim

 

Lettera Naim per 1000^ partita

Lettera aperta di Pino Naim alla squadra
nella ricorrenza della sua 1000^ partita

 

Naim_PinoNaim_Pino_1000  

dalla partita n° 1  (21.11.1976) ......... 

......... alla partita n° 1000  (27.11.2010) 

 

 

 

1000_Naim_spogliatoioSabato 27.11.2010 a Villa San Giovanni, in occasione del derby contro l’Ordine dei Medici per la 6^ giornata di andata del Torneo Interprofessionale, ho disputato la 1000^ partita con la mia meravigliosa squadra dei medici, un traguardo ai limiti dell’impossibile, una cifra pazzesca, mostruosa ma reale e vera… E la squadra ha voluto celebrare degnamente questa bellissima ricorrenza festeggiandomi nello spogliatoio prima della partita e donandomi una splendida targa d’argento: un momento intimo, coinvolgente ed indimenticabile, che mi ha commosso fino alle lacrime e che resterà per sempre tra i miei ricordi più belli. Ma un’altra cosa mi ha sorpreso e commosso e cioè la presenza di alcuni carissimi e grandi ex giocatori della squadra che, sapendo della mia importante ricorrenza, non sono voluti mancare, venendo appositivamente per starmi vicino e felicitarsi con me.

1000_Naim_targaQuello che provo in questo momento non è una semplice sensazione ma un insieme di sensazioni, un cumulo di ricordi, di pensieri, di emozioni, un miscuglio di sentimenti. Il traguardo è incredibile ma è incredibile anche il destino che ha fatto coincidere questa grandissima e per me prestigiosa ricorrenza con il 34° anno della fondazione dell’A.S. Medici Reggio Calabria il che significa avere toccato questo fantastico traguardo in 34 anni vissuti anche al servizio della squadra, prima come fondatore, poi come organizzatore, presidente e giocatore, 34 anni vissuti con dedizione, con trasporto, con passione, con entusiasmo e gioia, 34 anni di sport, e quindi anche di vita, in cui ho condiviso con tutti gli altri, assieme alla nostra graduale crescita dal punto di vista umano e professionale, anche i valori più belli dello sport quali la lealtà, l’affetto e l’amicizia e tutte le gioie ed i successi che hanno contraddistinto la storia del nostro club ed anche alcune grandi delusioni che non possono non esistere quando si fa dello sport e che però sono importanti per cementare ulteriormente l’unità e lo spirito di gruppo che costituiscono le basi indispensabili per la solidità di un club e, quindi, per ogni affermazione sportiva.

Vi assicuro che ci sono stati anche dei momenti veramente bui e che, almeno in due occasioni, a cavallo tra il 1990 ed il 1991, dopo il primo mondiale di Jesolo, pur finito per noi con il titolo di vicecampioni del mondo, e nel 1996, proprio nell’anno del nostro ventennale, ho seriamente pensato di chiudere con il club per stanchezza, delusione, amarezza, rabbia e quant’altro. Per fortuna sono sempre riuscito a superare questi difficilissimi momenti di crisi e l’orgoglio e l’amore per questa squadra sono stati determinanti e meno male perché, altrimenti, non sarebbe mai giunto questo momento così bello e significativo dal punto di vista personale.

E così il 2010 è un anno che resterà incancellabile nei miei ricordi: prima, lo scorso 22 maggio, il raggiungimento del 400° gol segnato (ora sono già 406), altro grande traguardo che la squadra ha voluto ricordare e festeggiare degnamente, ed ora, a distanza di sei mesi, la storica 1000^ partita che significa praticamente 30 partite all’anno per tutti i 34 anni di vita della squadra, un traguardo che non avrei mai pensato di poter raggiungere anche per via di una grave tendinosi che, qualche anno addietro, mi aveva fatto pensare di dover smettere e che invece, mettendoci tanta volontà, impegno e determinazione, sono riuscito a sconfiggere in pochi mesi ed a tornare a giocare. 

1000_Naim_festa1000 partite, ed oltre 400 reti realizzate, mi portano a tante riflessioni ma vorrei che alcune riflessioni le facessero anche gli altri, soprattutto quei ragazzi della squadra che hanno nei loro piedi le sorti del nostro amato club ma che, per poter far sì che il club abbia in futuro e che si possa arrivare a festeggiare anche il 40° e poi, perché no,  anche il 50° anniversario in modo da poter vedere i  nostri figli al nostro posto sui campi da calcio con indosso la prestigiosa maglia dei medici, debbono avere certamente nelle gambe, ma anche e soprattutto nelle testa e nel cuore, quella spinta emotiva che sta alla base del concetto di squadra. A tutti, ma in modo particolare ai più giovani, mi permetto ed anzi ho il dovere di ricordare che il calcio è un gioco di squadra e pertanto bisogna pensare come 1000_Naim_tortagruppo e non solo per sé stessi, e quindi essere sempre ben disposti anche a fare qualche piccolo sacrificio se questo è utile alla squadra. E quanto più si fanno sacrifici, dedicando tempo e passione a qualcosa in cui si crede, tanto più si avranno soddisfazioni, e la considerazione, l’ammirazione ed il rispetto nei nostri confronti da parte delle altre squadre, che sicuramente ci invidiano per l’organizzazione e per il nostro inimitabile palmares, costituiscono poi quel propellente che consente di trovare dentro di sé sempre nuove risorse per poter continuare ad impegnarsi con rinnovato stimolo per nuovi traguardi.

E proprio ai giovani della squadra voglio ricordare ancora che questi miei records personali di goals e di presenze testimoniano come nello sport, anche quando non ci sono grandi basi tecniche ed atletiche, si possono comunque raggiungere numeri superiori alla propria portata ed al proprio livello, se si mettono in campo tanti altri ingredienti come l’impegno, l’abnegazione, l’umiltà di saper conoscere e riconoscere i propri limiti, la voglia di andare oltre e migliorarsi sempre, il tutto condito dalla passione per quel meraviglioso giocattolo che è la nostra squadra, della quale non finisco mai di essere orgoglioso.

Oltre che vivere assieme a tutti voi questo bellissimo momento, desidero ed anzi sento anche il dovere di condividere questo mio significativo e storico traguardo sicuramente con tutti quelli che fanno parte della rosa attuale della squadra ma anche con tutti gli altri e cioè con quelli che, in epoche diverse, hanno vissuto con me e scritto insieme a me le pagine più belle ed esaltanti della storia del club. Vi abbraccio tutti e vi ringrazio tutti indistintamente perché, senza di voi, non avrei mai potuto raggiungere questo incredibile traguardo.

Ma, in questa particolare occasione, desidero ricordare con grande affetto e commozione anche alcune persone che non ci sono più ma che hanno avuto un ruolo importante nella storia ultratrentennale del club. Prima di tutto Mimmo Saladino, assieme a me artefice della fondazione della squadra e senza di cui forse l’A.S. Medici Reggio Calabria non sarebbe mai esistita, poi il nostro indimenticabile Vicepresidente, Ottavio Misefari, ed infine tre giocatori, Pippo Morabito, Nuccio Surace e Nino Lo Presti, che hanno contribuito a scrivere pagine indelebili nella storia di questo club. Ebbene proprio a loro, a questi cari amici che non ci sono più, sento di dedicare questo mio fantastico traguardo perché, se l’ho raggiunto, è stato un poco anche merito loro. Grazie a tutti…

                                                                                                                         

                                                                                                                              Pino Naim

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Dott. Domenico Saladino

Dott. Domenico Saladino (Fondatore)


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Dott. Rosario Cassone

Presidente

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Segretario

Dott_Francesco_Battaglia_Segretario

Dott. Francesco Battaglia

Tesoriere

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Dott. Francesco Polimeni

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Dott. Antonio Carbone

Dott_Giuseppe_Ielo_Consigliere

Dott. Giuseppe Ielo

Referente giovani

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Dott. Rosario Cassone

 

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Antonio_Musumeci_Allenatore

Sig. Antonio Musumeci

 

 


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